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Monumenti

Paestum, i templi della Magna Grecia.

Il Parco Archeologico e Museo Archeologico di Paestum è a circa 13 km da Giungano: templi dorici, mura antiche e un museo che custodisce reperti unici al mondo.

Circa 13 km Sito UNESCO
Veduta dall’alto dei templi dorici di Paestum fra i prati, con i monti sullo sfondo
Parco Archeologico e Museo Archeologico di Paestum.

Famoso sito UNESCO a circa 13 km dalla struttura, con i celebri templi dorici greci e il ricco museo nazionale. Ideale per immergersi nella storia della Magna Grecia tra reperti unici al mondo.

Un sito UNESCO a circa 13 km

Il Parco Archeologico e Museo Archeologico di Paestum è il famoso sito UNESCO che si raggiunge in pochi minuti d’auto da Sognando il cilento: circa 13 km separano Giungano dai celebri templi dorici greci e dal ricco museo nazionale.

Dal 1998 l’area archeologica fa parte del patrimonio mondiale UNESCO insieme al Parco Nazionale del Cilento, a Velia e alla Certosa di Padula. È il luogo ideale per immergervi nella storia della Magna Grecia, camminando tra edifici sacri che hanno attraversato oltre venticinque secoli.

Da Poseidonia a Paestum

La città nacque come colonia greca con il nome di Poseidonia, dedicata a Poseidone, dio del mare. Nel 273 a.C. divenne colonia romana e prese il nome di Paestum, con cui è conosciuta ancora oggi.

Il periodo di maggiore splendore è quello arcaico e classico, quando furono costruiti i tre grandi templi che ancora oggi dominano la piana e che si visitano camminando tra i resti delle strade, del foro e delle abitazioni dell’antica città.

La città antica è ancora racchiusa dalla sua cinta di mura in pietra, in gran parte conservata: percorrerne un tratto aiuta a capire le dimensioni della colonia e il rapporto tra l’abitato, la campagna e il mare.

I tre templi dorici

Il più antico è il tempio di Hera, costruito intorno alla metà del VI secolo a.C., con nove colonne sui lati corti e diciotto su quelli lunghi. Poco lontano sorge il cosiddetto tempio di Nettuno, del V secolo a.C., imponente e armonioso, tra gli edifici templari greci meglio conservati.

A nord, isolato, si trova il tempio di Atena, a lungo chiamato tempio di Cerere, databile intorno al 500 a.C. Vederli uno dopo l’altro permette di cogliere l’evoluzione dello stile dorico nell’arco di pochi decenni.

Il museo e la Tomba del Tuffatore

Il Museo Archeologico Nazionale, aperto nel 1952 all’interno della cinta muraria, raccoglie reperti unici. Tra questi le metope arcaiche del santuario di Hera alla foce del Sele, scolpite intorno al 570-560 a.C., e le tombe dipinte di età lucana.

Il pezzo più noto è la Tomba del Tuffatore, scoperta nel 1968 nella necropoli di Tempa del Prete: sulla lastra di copertura un giovane si tuffa in uno specchio d’acqua. È l’unico esempio di pittura funeraria greca con scene figurate rinvenuto in Magna Grecia, e vale da solo una visita al museo.

Consigli pratici

  • Verificate orari di apertura e biglietti sul sito ufficiale del Parco Archeologico prima di partire.
  • Nei mesi caldi conviene visitare l’area dei templi nelle ore più fresche, con acqua e cappello.
  • Riservate tempo sia all’area archeologica sia al museo: insieme raccontano la storia completa della città.
  • Scarpe comode sono utili per camminare sui percorsi sterrati e sui basolati antichi.