Il litorale di Pioppi, nel comune di Pollica, in una giornata d'estate
Il litorale di Pioppi, nel comune di Pollica, in una giornata d'estate. Foto: Spinoziano · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Nel Cilento l'espressione dieta mediterranea non indica un regime alimentare da seguire con il calcolatore in mano, ma un modo di vivere e di stare a tavola che qui è rimasto sorprendentemente vicino alle sue radici. È anche il luogo dove questo stile di vita è stato studiato e raccontato al mondo. Se soggiornate a Giungano, il borgo sul mare da cui tutto è partito si trova a circa 42 km.

Ancel Keys e il borgo di Pioppi

Ancel Keys era un fisiologo ed epidemiologo americano dell'Università del Minnesota. Negli anni del dopoguerra si interessava al rapporto tra alimentazione e malattie cardiovascolari, e fu colpito dal fatto che in alcune zone del Sud Italia queste malattie fossero molto meno frequenti che negli Stati Uniti. Dal 1962 scelse come base dei suoi studi Pioppi, piccola frazione di Pollica affacciata sul mare, dove costruì la sua casa e trascorse lunghi periodi per circa quarant'anni.

Keys chiamò la sua casa Minnelea, unendo i nomi di Minneapolis e di Elea, l'antica colonia greca oggi nota come Velia, non lontana da Pioppi. Da qui osservava le abitudini degli abitanti del posto: pane, pasta, legumi in abbondanza, verdure, frutta, olio extravergine d'oliva, pesce e poca carne. Quelle osservazioni confluirono nel celebre Studio dei Sette Paesi, la ricerca internazionale che ha fatto conoscere al mondo la dieta mediterranea. Oggi a Pioppi, nel Palazzo Vinciprova, ha sede un museo dedicato alla dieta mediterranea: per orari e modalità di visita conviene consultare i canali ufficiali prima di partire.

Un patrimonio immateriale dell'umanità

Il 16 novembre 2010, a Nairobi, il Comitato intergovernativo dell'UNESCO ha iscritto la dieta mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, su candidatura congiunta di Italia, Spagna, Grecia e Marocco. Nel 2013 il riconoscimento è stato esteso anche a Cipro, Croazia e Portogallo. Per l'Italia la comunità emblematica è proprio quella del Cilento, con Pollica come riferimento.

È importante capire cosa è stato riconosciuto: non un elenco di cibi, ma un insieme di saperi e pratiche che vanno dal paesaggio alla tavola. La coltivazione, la pesca, la conservazione dei prodotti, la cucina e soprattutto la convivialità, il fatto di mangiare insieme e condividere il cibo. Per questo la dieta mediterranea si capisce meglio frequentando i mercati, osservando gli orti e sedendosi a tavola con calma, piuttosto che leggendo una lista di ingredienti.

I prodotti da cercare nel Cilento

Tra i prodotti simbolo del territorio c'è il Fico bianco del Cilento DOP, riconosciuto a livello europeo nel 2006. Si ottiene dalla varietà Dottato, che qui chiamano anche Ottato, in una zona di produzione che comprende numerosi comuni a sud di Salerno, in gran parte dentro il Parco nazionale. Il nome bianco si riferisce al colore chiaro della buccia del frutto fresco; una volta essiccato, il fico assume una tinta ambrata. Lo troverete al naturale, farcito con mandorle, noci o scorza di agrumi, oppure ricoperto di cioccolato.

Poi ci sono i ceci di Cicerale, un piccolo comune dell'entroterra il cui stesso nome ricorda questo legume: lo stemma comunale riporta il motto latino Terra quae cicera alit, terra che nutre i ceci. Sono ceci piccoli, tondeggianti, dal colore leggermente dorato e dal sapore intenso. Non si tratta di una DOP, ma di un Presidio Slow Food: i produttori seguono un disciplinare comune sulle tecniche di coltivazione e di confezionamento, e la raccolta avviene ancora in gran parte a mano.

Infine l'olio. L'extravergine Cilento DOP è stato riconosciuto dall'Unione europea nel 1997 e si ottiene da varietà come la Pisciottana, la Rotondella, l'Ogliarola, il Frantoio, la Salella e il Leccino. Gli uliveti secolari che scendono verso la costa sono parte del paesaggio tanto quanto il mare, e un buon olio del territorio è il condimento naturale di tutto il resto: legumi, verdure, pane e anche la mozzarella di bufala della vicina Piana del Sele.

La dieta mediterranea in vacanza

Il modo più semplice per avvicinarsi a questa tradizione è fare la spesa nei mercati e nelle botteghe dei paesi, scegliendo prodotti di stagione, e poi cucinare con calma. A Sognando il cilento la cucina è attrezzata e la colazione non è inclusa proprio perché ognuno possa organizzarsi con i propri tempi: un piatto di ceci, pane e olio sulla terrazza, o una cena in giardino con verdure e frutta comprate in giornata, dicono della dieta mediterranea più di molte spiegazioni.

Per una gita dedicata, Pioppi si trova a circa 42 km da Giungano e la vicina Acciaroli a circa 43 km: si può combinare la visita del borgo con un pomeriggio sulla costa. Altre idee per esplorare il territorio le trovate nella pagina dedicata ai dintorni.

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